Cortina, itinerari e arrampicate oltre i tremila metri, per esperti e principianti.

Per provare sensazioni uniche, per mettere alla prova se stessi o semplicemente per respirare ad alta quota quota i profumi del vento.

Cime oltre i 3.000 metri, 850 itinerari di arrampicata sportiva, 29 ferrate, 1.000 vie di scalate classiche e moderne: questi i numeri che fanno di Cortina il regno delle discipline verticali.

 

Percorsi di alto livello tecnico e paesaggistico si aggiungono alla ricchissima varietà e qualità delle vie ferrate che, proprio a Cortina, nacquero come camminamenti della Prima Guerra Mondiale. Le guide alpine del luogo organizzano speciali tour da tre a sette giorni tra le Dolomiti, con la possibilità di pernottare in uno dei rifugi alpini della zona e di usufruire del servizio di trasporto bagagli.

 

Tra i servizi collaterali, di particolare comodità il transfer jeep verso i rifugi. Da segnalare, la palestra di roccia in località Po’ Crepa a Pocol e, tra le numerose palestre naturali per l’arrampicata sportiva, quella storica delle 5 Torri che dispone di ben 108 vie tracciate e dove nel 1939 nacquero gli Scoiattoli, il leggendario gruppo di arrampicatori non professionisti.

Di seguito tre vie ferrate in ordine di difficoltà: la prima è una novità dell’estate 2017, seguita da due percorsi aperti recentemente nelle tre diverse aree di Cortina d’Ampezzo. Gambe in spalla.

 

Ferrata “Ra Pegna”

Novità dell’estate 2017: realizzata dall’I.S.T.A. in collaborazione con il Gruppo Guide Alpine Cortina, è semplice, di breve sviluppo, facilmente accessibile e nel contempo panoramica. Dal Rifugio Duca d’Aosta si attraversa per breve sentiero la parte terminale dello Schuss, circa 250 metri, raggiungendo l’attacco della ferrata.

L’itinerario attrezzato sale sfruttando i punti più accessibili della parete, raggiungendo rapidamente la cresta sommitale. Dalla cresta, con un’agevole scala a pioli lunga circa 4 metri, si raggiunge il sentiero che consente di rientrare verso valle o raggiungere il Rifugio Pomedes posto appena a monte.

 

Ferrata del Col dei Bos

Da Cortina si sale verso il Passo Falzarego e si parcheggia presso gli impianti sciistici di Col Gallina. Raggiunta la strada militare che conduce ai resti degli ospedaletti Italiani della Grande Guerra, si prosegue verso est verso la Piramide del Col dei Bos. Da qui parte un sentiero che si inerpica fino all’attacco della Ferrata. Superato il tratto più ripido, si arriva a un’ampia cengia detritica e a un passaggio esposto.

Proseguendo, si alternano tratti di itinerario più facili a punti più tecnici, per giungere infine ai prati in prossimità dell’ultima corona di pareti del Col dei Bos, da cui si gode di una vista meravigliosa sulla conca ampezzana. All’uscita dall’itinerario attrezzato, una traccia conduce verso sinistra (a ovest) tra prati e ghiaioni. Quindi il sentiero scende nel Vallone posto tra il Col dei Bos e le Torri del Falzarego e riporta velocemente ai resti dell’Ospedale militare nei pressi dell’attacco della ferrata. Seguendo poi lo stesso percorso dell’andata, si ritorna al parcheggio.

 

Ferrata del Sci Club 18

Aperta nel 2009 e intitolata allo Sci Club omonimo, fondato nel 1930 da 18 amici appassionati di montagna, la Sci Club 18 è una delle ferrate più impegnative delle Dolomiti ampezzane.

Da Mandres, raggiungibile anche con la funivia Faloria, ci si inoltra lungo il sentiero 206, ponendo attenzione alle indicazioni delle segnaletiche poste ai bivi. A un’ora circa di cammino da Mandres, si raggiunge l’attacco della ferrata che richiede un buon allenamento e nozioni di arrampicata. Arrivati al Rifugio Faloria, per il ritorno, si possono scegliere o la funivia o il sentiero 212 che porta a Mandres in circa un’ora e mezza.

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